CGI per la robotica: prima il marchio, poi la tecnologia al servizio della storia
I robot diventano rilevanti quando assumono un ruolo ben definito in ambienti familiari. L’International Federation of Robotics (IFR) prevede che, solo nel 2024, le vendite di robot di servizio professionali raggiungeranno circa 200.000 unità: diventa quindi ancora più importante un linguaggio visivo che radichi questa tecnologia nella vita quotidiana. Il nostro progetto mostra come funziona la messa in scena dei robot nel settore Home & Living: Traduciamo la tonalità del marchio in spazi, pose e gesti e lasciamo che il robot lavori, invece di limitarci a mostrarlo. Il risultato è un universo visivo sobrio e preciso che soddisfa gli obiettivi di marketing: esplicativo nei primi piani, accattivante nelle inquadrature da protagonista, scalabile per le campagne. La nostra pagina dedicata ai marchi di Smart Home & Tech illustra il nostro approccio di fondo a questo linguaggio visivo per i prodotti connessi.
Tradurre il linguaggio del marchio: dalla guida di stile al linguaggio visivo
Ogni marchio ha i suoi codici: il DNA dei materiali, le temperature cromatiche, il ritmo delle superfici, il rapporto tra tecnologia e calore. Trasferiamo questi codici nell’immagine: tonalità opache di bianco e grafite, bordi morbidi, accessori essenziali. Il robot segue lo stesso stile progettuale in modo ergonomicamente plausibile, senza alcuna durezza futuristica. Risultato: una coerenza del marchio che si mantiene in tutti i motivi.
Il prodotto al centro: casi d’uso che ne illustrano i vantaggi in modo conciso
Sistemare i cuscini, versare il caffè, caricare la lavastoviglie, innaffiare le piante, passare l’aspirapolvere sulle scale: micro-storie concrete invece di pose eroiche astratte. Ciò che oggi suona ancora come fantascienza è ormai da tempo una realtà della ricerca: istituti come il Fraunhofer IPA sviluppano da anni robot di assistenza proprio per questo tipo di attività quotidiane. Ogni scena risponde a una domanda di marketing: cosa sa fare il prodotto? Come si percepisce nella vita di tutti i giorni? Coreografiamo i momenti di presa, le linee visive e le superfici di contatto in modo che la funzionalità e il valore siano percepibili anche senza testo.
Curare l’allestimento - Architettura e spazi che danno voce al marchio
Gli interni non sono una semplice scenografia, ma co-protagonisti. Scegliamo ambienti accoglienti con una tipologia ben definita: cucine in legno dai toni caldi, soggiorni luminosi, zone di passaggio tranquille. I materiali (pietra, tessuti, vetro) esaltano il contrasto del marchio: la tecnologia incontra l’accoglienza. Nulla è eccessivamente scenografico, tutto è disposto con cura, dalla distanza tra divano e tavolino all’altezza dei gradini delle scale.
Architettura essenziale: il prodotto e l’attività in primo piano
I nostri interior designer hanno creato spazi dal design volutamente essenziale: volumi definiti, superfici sobrie, pochi materiali. L’architettura è il palcoscenico, non il protagonista. Ampie superfici di pareti e pavimenti in calde tonalità di bianco sporco, superfici in legno oliato e tessuti discreti creano una tonalità neutra su cui si mettono in risalto il prodotto e l’azione. L’arredamento è scelto esclusivamente in base alla funzionalità – tazza, cuscino, annaffiatoio, aspirapolvere –, ovvero proprio quegli oggetti di scena che spiegano l’attività. Le linee e lo spazio negativo guidano lo sguardo verso i contatti tra mano e oggetto; sottili microcontrasti e riflessi speculari controllati delineano i bordi dei materiali. La telecamera utilizza lunghezze focali moderate all’altezza degli occhi e una gradazione di profondità delicata, affinché ogni gesto rimanga leggibile.
Luce e colore - Qualità superiore senza pathos
Luce naturale proveniente dalle finestre, sfumature delicate, riflessi controllati sui metalli: è la luce a guidare le azioni, non l’effetto. A livello cromatico, operiamo con tolleranze ristrette affinché la tavolozza CI – che si tratti di un look freddo e sobrio o di un’immagine di marca calda – rimanga coerente su ogni canale. Questo “look-of-line” costituisce la base per le serie di campagne e i tagli di retargeting.
Regia e composizione - gesti chiari, drammaturgia pacata
La telecamera rimane all’altezza degli occhi e cerca gesti chiari e concreti: mai spettacolarità, sempre funzionalità. I primi piani mettono a fuoco giunti, pulsanti, articolazioni; i medi piani ancorano il robot nello spazio. Si crea così una drammaturgia che va dall’utilità al desiderio: prima la comprensione, poi la desiderabilità. La composizione dell’immagine è volutamente «leggera», affinché titoli, prezzi o livelli dell’interfaccia utente negli annunci possano integrarsi senza intoppi.
Da una configurazione nasce una campagna: pensare ai canali prima del rendering
Pianifichiamo le varianti di formato prima del rendering: 16:9 per le pagine dei prodotti, 4:5/1:1 per i social, 9:16 per le storie. A questi si aggiungono brevi clip in loop (chiudere l’armadio, versare il caffè), ritagli di dettaglio per le tessere del retail e immagini fisse adatte all’hero per le pubbliche relazioni. Tutte le risorse sono sottoposte a un’elaborazione cromatica coerente e rapidamente adattabili: ideali per il pre-lancio, le informazioni per i rivenditori e i contenuti sempre attivi. Potete trovare esempi dei nostri approcci agli spazi nei progetti CGI e nella visualizzazione di interni.





























