Indice di “Il metaverso per i marchi (opportunità e vantaggi)”:
- Metaverso: di cosa si tratta?
- Qual è la visione del Metaverso?
- I marchi nel metaverso: è una strada percorribile?
- Quali marchi sono già presenti nel metaverso?
- Quando conviene il metaverso alle aziende?
- Come posso registrare il mio marchio nel Metaverso?
- Conclusione sul Metaverso: una vera opportunità per il tuo marchio
- Domande frequenti sul Metaverso
Che cos’è il metaverso e quali opportunità offre ai brand? Noi di Danthree Studio esploriamo come gli spazi digitali possano far vivere prodotti e marchi. Qui scopri il significato del termine, alcuni esempi e gli aspetti da valutare per il tuo progetto.
Metaverso: di cosa si tratta, in realtà?
Il termine descrive la visione di spazi virtuali collegati in cui le persone interagiscono. Nella pratica trovi piattaforme e applicazioni distinte, ognuna con le proprie regole. Un’esperienza di marca su Roblox e un’applicazione VR non fanno quindi automaticamente parte di un unico sistema interconnesso.
Una tappa storica è stata il finanziamento di Epic Games dell’aprile 2021: l’azienda annunciava un miliardo di dollari a sostegno della propria visione del metaverso a lungo termine.
Nell’ottobre 2021 Mark Zuckerberg presentò Meta come nuovo marchio aziendale, insieme a una visione del metaverso. Questi annunci spiegano l’attenzione di allora, ma non dimostrano che esistesse già un mondo virtuale condiviso e completo.
Il termine nasce in Snow Crash, romanzo di fantascienza di Neal Stephenson del 1992. I personaggi entrano in un mondo virtuale come avatar. È un racconto distopico, non un progetto tecnico da realizzare.
Anche Daniel Suarez ha esplorato il rapporto tra sistemi digitali e mondo reale. Il suo thriller Daemon è stato pubblicato per la prima volta nel 2006. Questi racconti aiutano a inquadrare le idee, ma non descrivono le funzioni delle piattaforme attuali.
Qual è la visione del Metaverso?
Matthew Ball descrive il metaverso come una visione di mondi 3D connessi e persistenti, con continuità dei dati. Non è un elenco di funzioni obbligatorie. Per il tuo progetto di marca ne derivano alcune domande pratiche:
Persistenza: Il tuo spazio deve essere sempre accessibile o solo durante un evento? Pianifica gestione, manutenzione e aggiornamento dei contenuti.
Tempo reale: I visitatori devono parlare tra loro dal vivo o basta esplorare i prodotti in autonomia? Da questo dipendono interfaccia e requisiti tecnici.
Numero di partecipanti: Prevedi un numero realistico di visitatori simultanei e verifica le prestazioni. La partecipazione illimitata è una visione, non una caratteristica garantita di ogni applicazione.
Commercio: L’applicazione venderà beni virtuali o porterà a un prodotto fisico? Definisci pagamenti, diritti d’uso e collegamento al negozio. Una criptovaluta dedicata non è indispensabile.
Accesso: Verifica se il tuo pubblico può partecipare da smartphone, computer o visore VR. Uno spazio facile da raggiungere è spesso più utile di un’esperienza complessa con molte barriere d’ingresso.
Trasferibilità: Verifica formati, materiali, animazioni e licenze per ogni piattaforma. Un capo digitale o un modello di mobile non funziona automaticamente in tutti gli altri mondi, anche quando viene offerto come NFT.
Per un brand conta prima un obiettivo concreto: spiegare un prodotto, scoprire insieme una collezione o accompagnare un evento. Scegli la tecnologia in base a questo obiettivo e al pubblico. Essere tra i primi non è di per sé un modello di business.
I marchi nel metaverso: è una strada percorribile?
Un esempio storico molto discusso è l’acquisto di un terreno da parte di Republic Realm in The Sandbox. Il 1° dicembre 2021 t3n riportava un prezzo di 4,3 milioni di dollari. Quel prezzo non basta a giustificare un progetto di marca oggi.
Le piattaforme virtuali possono offrire negozi, eventi e sistemi di pagamento propri. Per un marchio conta chi raggiunge e cosa possono davvero fare i visitatori. Uno spazio digitale deve offrire un motivo per entrarci e tornarci.
Immagina uno spazio virtuale di marca: i visitatori esplorano una scena arredata, osservano diverse combinazioni di mobili e consultano le informazioni sui prodotti. Nella moda, il centro dell’esperienza può essere il look di un avatar. Sono attività diverse, che richiedono contenuti e funzioni diversi.
Gli avatar possono esprimere preferenze personali. Non tutte le applicazioni richiedono un visore VR. Nel tuo progetto conta soprattutto che i visitatori capiscano i comandi sul proprio dispositivo e trovino facilmente prodotti o informazioni.
Quali marchi sono già presenti nel metaverso?
Gli esempi seguenti mostrano approcci diversi di campagne passate. Sono esempi storici, non un elenco di esperienze attualmente disponibili. Per il tuo progetto valuta il concept e il pubblico, non solo la notorietà del marchio.
Esempi di marchi nel metaverso:
1. Il marchio sportivo Nike:
Nike ha presentato Nikeland su Roblox nel 2021, collegando il marchio sportivo a un ambiente virtuale basato sul gioco.
Nike descriveva giochi sportivi e abiti digitali per avatar. Il marchio entrava nell’esperienza attraverso attività e personalizzazione del personaggio.
Gli articoli per avatar non sono automaticamente NFT. Un NFT è un token su una blockchain; un abito digitale può invece essere gestito interamente all’interno di una piattaforma. Approfondisci nel nostro articolo sulla CGI nella moda.
2. Il marchio di moda Zara:
Zara e Ader Error hanno collegato la collezione AZ a Zepeto. La pagina del progetto su Zepeto presenta abiti virtuali e una funzione lookbook per avatar.
L’esempio mostra come una collezione possa entrare in un ambiente virtuale sociale. Un lookbook per avatar ha uno scopo diverso da una verifica affidabile della taglia o della vestibilità di un capo fisico.
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3. Marchio di birra Stella Artois:
Stella Artois ha collaborato nel 2021 con ZED RUN di Virtually Human Studio. Il media kit di ZED RUN documenta la collezione NFT e un ippodromo personalizzato per il marchio.
Si trattava di una collaborazione all’interno di un gioco esistente, non della creazione della piattaforma da parte del marchio di birra. Diversamente da un semplice showroom, questo esempio includeva meccaniche legate agli NFT.
4. Altri marchi nel Metaverso:
Il rapporto Roblox del 2022 cita altri esempi storici, tra cui Gucci, Burberry, Tommy Hilfiger e Forever 21. Nel 2021 Adidas ha lanciato l’iniziativa NFT Into the Metaverse. Gli esempi adottano quindi modelli tecnici ed economici diversi.
Balenciaga ha introdotto outfit digitali in Fortnite nel settembre 2021, collegando la collaborazione ad abiti fisici. Il video seguente mostra quella campagna.
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Quando conviene il metaverso alle aziende?
Il marketing nel metaverso può essere utile quando il tuo pubblico usa l’ambiente scelto e ha un motivo concreto per interagire con il marchio. Per un brand di arredamento, può essere un interno da esplorare insieme o una presentazione guidata dei prodotti.
Metaverso e Web3 non sono sinonimi. Gli spazi virtuali descrivono una forma di esperienza digitale; il Web3 è spesso associato ad applicazioni basate sulla blockchain. Puoi progettare uno spazio di marca interattivo senza NFT, criptovalute o terreni virtuali.
Inizia con un progetto pilota circoscritto. Definisci prima cosa osservare: per esempio esplorazioni completate, varianti consultate o richieste qualificate. Confronta l’impegno con un’alternativa più semplice, come un visualizzatore 3D o un tour virtuale.
Come posso registrare il mio marchio nel Metaverso?
Non esiste una registrazione universale del marchio «nel metaverso». La protezione dipende dal territorio e dai prodotti e servizi coperti. Il DPMA tedesco spiega il ruolo del relativo elenco. Fai valutare a un professionista se il tuo progetto richiede un deposito aggiuntivo.
La guida del DPMA al mondo digitale colloca generalmente i beni virtuali nella classe 9. In base all’offerta possono essere rilevanti altre classi di servizi. Conta la descrizione precisa dell’offerta, non la sola selezione di un numero.
Per i contenuti visivi possono essere utili visualizzazioni 3D e animazioni di prodotto. Un ambiente interattivo richiede anche un’applicazione e un’interfaccia adeguate. La realtà aumentata è un approccio distinto: può mostrare un mobile in una stanza reale senza richiedere un metaverso.
Conclusione sul Metaverso: una vera opportunità per il tuo marchio!
Un mondo virtuale di marca può rendere i prodotti più comprensibili e permettere esperienze condivise. Il suo valore nasce dai contenuti e dall’usabilità: i visitatori devono poter scoprire, capire o decidere qualcosa che una vista tradizionale spiega meno bene.
La CGI fornisce la base visiva. Pianifica anche piattaforma, interazioni e manutenzione. Così trasformi un’idea di metaverso in un progetto ben definito per il tuo marchio.