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Sul sito web del marchio è raffigurato un letto nella stanza. In una selezione editoriale di prodotti, è presentato accanto ad altri modelli. Nell’offerta dei rivenditori deve essere chiaro quale versione sia possibile ordinare. Lo stesso oggetto, tre diversi requisiti per un’immagine.
Per i marchi di arredamento vale quindi la pena tenere conto dell’utilizzo successivo già in fase di selezione delle immagini. Una scena d’interni può svolgere diverse funzioni, ma non sostituisce né ogni singola immagine del prodotto né ogni sua variante. È fondamentale stabilire quali informazioni debba trasmettere un’immagine e quale sarà il suo destino una volta consegnata.
Tra gli aspetti da considerare rientra anche l’analisi del linguaggio visivo del marchio. Quali sono l’atmosfera luminosa, i colori e i materiali che caratterizzano le immagini precedenti? Quanto si avvicina la fotocamera al prodotto? Una nuova collezione può riprendere questo stile o modificarlo consapevolmente. Le immagini degli ambienti e le vedute oggettive dei prodotti hanno finalità diverse; tuttavia, le versioni mostrate e l’effetto dei materiali dovrebbero essere in armonia tra loro.
Stampa, rivenditori e sito web: qual è lo scopo di questa immagine?
Per la stampa, la scelta dipende dal formato editoriale. Un articolo su una collezione può trarre valore da uno spazio allestito. Per una raccolta di diverse sedie, invece, spesso è più utile un prodotto raffigurato singolarmente su uno sfondo neutro. Press Loft descrive proprio questi diversi ruoli delle immagini scontornate e delle ambientazioni. Da ciò non deriva una quota fissa per la produzione di immagini.
Per i rivenditori, la presentazione dovrebbe corrispondere al prodotto offerto: rivestimento, struttura, dimensioni e dotazioni devono poter essere chiaramente identificati. Una panoramica potrebbe richiedere una visione d’insieme sobria; nella pagina del prodotto va invece aggiunto un dettaglio della superficie o di una funzione. Le specifiche relative alle immagini del rispettivo rivenditore devono quindi essere incluse nel briefing.
Queste linee guida possono anche prevedere un numero minimo. La checklist di onboarding di Wayfair indica almeno tre immagini per ogni prodotto. Tuttavia, ciò non chiarisce ancora quali siano le inquadrature necessarie. Tre immagini d’insieme simili, ad esempio, non spiegano come sia suddiviso un cassetto.
Sul proprio sito web, queste funzioni possono integrarsi a vicenda. Una panoramica dell’ambiente introduce alla collezione. Nella pagina dedicata al prodotto, ulteriori immagini aiutano a valutare la struttura, il rivestimento o una variante a scelta. Per una visualizzazione su dispositivi mobili, il prodotto deve rimanere riconoscibile anche in un formato più ridotto. Laddove ciò non sia possibile, è necessaria un’immagine strutturata in modo diverso.
Per quanto riguarda la CGI, esiste un limite importante: non tutte le redazioni accettano i rendering. Le linee guida per l’invio dei contributi della piattaforma giornalistica v2com menzionano anche le immagini 3D. ADDRESS, invece, richiede fotografie per gli articoli sui progetti residenziali realizzati ed esclude i rendering. Prima di inviare un contributo è quindi necessario verificare le specifiche della redazione in questione e del contributo previsto. L’inserimento in una banca dati di immagini non costituisce una garanzia di pubblicazione.
SCHRAMM: Il prodotto rimane visibile
In un letto, la biancheria da letto e i cuscini contribuiscono a creare l’atmosfera. Allo stesso tempo, però, possono nascondere proprio ciò che contraddistingue il design: il profilo della testiera, lo spessore della struttura imbottita o la transizione tra i due elementi.
Nella nostra serie di immagini per SCHRAMM, la curvatura della testiera rimane visibile sia nella parte superiore che ai lati dei cuscini. La biancheria da letto chiara lascia scoperta la struttura imbottita nella parte anteriore e laterale. La luce laterale ne delinea la forma senza far scomparire il rivestimento in una superficie scura. L’immagine di copertina di questo articolo mostra queste scelte nel contesto dell’ambiente.
SCHRAMM ORIGINS COMPLETE Levina con rivestimento Fabrice 3680 nature. La prospettiva ravvicinata mostra la curvatura e il rivestimento della testiera. I cuscini lasciano libero il profilo laterale. CGI: Danthree Studio. Dati relativi al modello e al tessuto: SCHRAMM.
L'inquadratura ravvicinata completa l'immagine dello spazio aggiungendo la superficie. Non si limita semplicemente a mostrare meno spazio, ma offre una prospettiva diversa sul prodotto. Questo è un criterio utile per la selezione delle immagini: un'ulteriore inquadratura dovrebbe chiarire qualcosa che l'immagine esistente non mostra ancora in modo adeguato.
Anche lo styling può essere valutato in questo modo. I bordi caratteristici rimangono ben visibili? Un accessorio nasconde un collegamento importante? Il rivestimento è ancora riconoscibile nel formato di output previsto? Queste domande collegano la progettazione di una visualizzazione di mobili al suo successivo utilizzo.
FOR: perché un ritaglio non basta
Un ritaglio può concentrare lo sguardo o lasciare spazio a un titolo. Non cambia però né il punto di vista della camera né lo stato del prodotto. Ciò che si trova dietro un frontale chiuso rimane invisibile anche con un ritaglio più stretto.
Il progetto del bagno per FOR mette in evidenza questa differenza. Nella vista dell’ambiente, il lavabo, la vasca, lo specchio e le tonalità terracotta sono in armonia tra loro. La vista dall’alto del cassetto aperto, invece, rende visibile la suddivisione interna del mobile. Per fornire questa informazione è necessaria una vista distinta.
L'immagine dell'ambiente mostra come i prodotti FOR Odivis interagiscono con l'architettura, il colore e la luce. CGI: Danthree Studio.
Il cassetto aperto completa le informazioni specifiche sul prodotto. Un’inquadratura più ristretta della vista d’insieme non consentirebbe di mostrare questa suddivisione. CGI: Danthree Studio.
Anche le informazioni aggiuntive devono corrispondere al prodotto mostrato. La rubinetteria Odivis di FOR, disegnata da ARTEFAKT DESIGN, ha ricevuto il Red Dot: Best of the Best nel 2024. Il riconoscimento riguarda questa serie di rubinetteria, non i rendering né tutti i mobili presenti nell’ambiente. Nella didascalia, questa attribuzione deve essere precisa quanto il nome del prodotto.
YOU: Chiarire la versione mostrata
Per le varianti, l’obiettivo è diverso: mostrare cosa cambia nello stesso prodotto. Le nostre immagini scontornate della sedia YOU per Gebrüder Thonet Vienna presentano una versione rossa e una verde dalla stessa prospettiva. La sagoma completa e lo sfondo neutro rimangono invariati.
YOU in due versioni. Il passaggio da un rendering all’altro mostra la differenza di colore a parità di prospettiva. Design del prodotto: LucidiPevere. CGI: Danthree Studio.
Per un'offerta del rivenditore, ogni file deve poi essere associato alla variante corretta. "Sedia verde" non è sufficiente se vengono offerte diverse tonalità di verde o diverse strutture. Il codice articolo e le specifiche del modello devono essere forniti insieme all’immagine. Anche Google richiede, per le immagini dei prodotti nel Merchant Center, che colore, motivo, finitura e materiale corrispondano alla variante mostrata.
Per packshot e immagini scontornate, va chiarito anche se occorre uno sfondo bianco o trasparente e se è prevista un’ombra a terra. Un’immagine su fondo bianco non è automaticamente un file con fondo trasparente. Allo stesso modo, un dettaglio aggiuntivo non sostituisce una vista completa del prodotto.
Quali informazioni devono accompagnare l’immagine
Una volta scaricata l’immagine, la persona che l’ha selezionata non è necessariamente quella che la utilizzerà nel layout. Le informazioni più importanti dovrebbero quindi rimanere associate al singolo motivo:
- Prodotto: marca, modello o serie, nonché un codice articolo univoco, se disponibile.
- Versione mostrata: rivestimento, riferimento del colore o del materiale, struttura e dotazioni particolari. Conta la combinazione effettivamente visibile.
- Design del prodotto: la corretta attribuzione del progetto, distinta dalla realizzazione dell'immagine.
- Produzione delle immagini: l’attribuzione concordata e l’indicazione se si tratta di una fotografia o di un’immagine generata al computer (CGI).
- Utilizzo concordato: canali e finalità autorizzati e, se previsti, durata, territorio ed embargo. Un semplice link per il download non definisce queste condizioni.
Muuto mostra quanto possano essere precise queste informazioni. La descrizione di “Coltre Sofa Lifestyle Image” indica il modulo A del divano, il rivestimento Vidar 4 386, gli altri prodotti nell’ambiente e la fotografa Elisabeth Heltoft. Chi riutilizza l’immagine non deve quindi indovinare quale versione sia rappresentata. Muuto richiama queste informazioni nei crediti delle immagini; il visual si trova nella banca immagini cercando “Coltre”.
Per l’archiviazione, lo standard IPTC distingue, fra gli altri campi, autore dell’immagine, credit line e condizioni d’uso. Queste informazioni possono essere inserite nel file e anche in un elenco di accompagnamento leggibile. Il design del prodotto e la produzione dell’immagine vanno distinti anche nelle parole: chi ha progettato la sedia non è necessariamente chi ha realizzato l’immagine.
Dimensioni dei file e consegna chiara
Un file per la prima selezione deve aprirsi rapidamente. Per un’immagine di grandi dimensioni destinata alla stampa, invece, sono necessari dati immagine sufficienti. Sul sito web è importante che le dimensioni di visualizzazione siano adeguate, con una buona resa grafica e un tempo di caricamento accettabile. È quindi opportuno distinguere chiaramente le anteprime, i file ad alta risoluzione e le versioni web.
Un’indicazione come “300 dpi” non basta a definire le dimensioni utilizzabili. Contano i pixel disponibili e il formato di stampa previsto. Press Loft indica fra i suoi requisiti minimi di caricamento un milione di pixel, circa 1.000 × 1.000 pixel. A 300 pixel per pollice, un lato di questa immagine corrisponde a circa 8,5 centimetri in stampa. Rispettare il minimo richiesto per il caricamento non garantisce quindi che l’immagine possa riempire una grande pagina di catalogo.
Esempio di calcolo per la pianificazione della stampa a 300 pixel per pollice, senza ingrandimento
| Larghezza immagine disponibile |
Larghezza di stampa calcolata |
| 1.000 pixel |
circa 8,5 cm |
| 3.000 pixel |
25,4 cm |
| 1.500 pixel dopo un ritaglio |
12,7 cm |
Il calcolo è il seguente: larghezza in pixel divisa per 300, moltiplicata per 2,54 centimetri per pollice. Se da un’immagine larga 3.000 pixel si utilizza solo metà della larghezza, per questo ritaglio sono ancora disponibili 1.500 pixel. La risoluzione adeguata e il profilo colore vengono concordati con il destinatario. Come spiega Adobe in merito alla relazione tra dimensioni dell’immagine e risoluzione, una modifica del valore di risoluzione senza ricampionamento non aggiunge pixel.
L'archivio immagini di ClassiCon mostra come sia possibile distinguere chiaramente le diverse versioni: offre 1.200 pixel sul lato lungo per il web e i layout, nonché 4.800 pixel o la dimensione massima possibile per le immagini ad alta risoluzione. Si tratta di un modello di fornitura concreto, non di una raccomandazione generica sulle dimensioni delle immagini di mobili.
Per il sito web, è opportuno verificare la struttura del tessuto, i bordi sottili e le sfumature di colore anche nella versione compressa. L’immagine originale ad alta risoluzione viene conservata separatamente. I formati da utilizzare dipendono dal sistema specifico e dall’uso previsto; un unico file per tutti i destinatari raramente rappresenta la soluzione più chiara.
L'immagine nel catalogo e nella pagina del prodotto
Nel catalogo, un’immagine diventa parte di una pagina o di una doppia pagina. La piega centrale, le distanze e lo spazio per le informazioni sul prodotto influenzano la lettura del visual. Sul sito web, invece, l’immagine affianca testi e comandi e deve adattarsi anche a schermi più stretti. Un ritaglio adeguato può aiutare, purché conservi le caratteristiche del prodotto necessarie.
Un esempio concreto è fornito dal catalogo della serie FOR-Odivis pubblicato, a pagina 14: due immagini dettagliate del mobile da bagno sono riportate accanto alle denominazioni delle finiture dei mobili illustrate. L’immagine e le specifiche tecniche possono essere consultate contemporaneamente.
Visualizzazione di catalogo con il dettaglio FOR mostrato sopra. L’immagine può essere valutata in rapporto alla doppia pagina, alla piega centrale e al nome del prodotto. Visualizzazione del catalogo: Danthree Studio.
Il sito web di FOR-Odivis in una visualizzazione su laptop. Un’altra prospettiva dettagliata accompagna la descrizione del prodotto. Visualizzazione del dispositivo: Danthree Studio.
Queste applicazioni aiutano a valutare la selezione. Tuttavia, non sostituiscono la fornitura dei singoli file immagine: la redazione o il team di vendita ha bisogno dell’immagine vera e propria in un formato adeguato, non solo di una visualizzazione del catalogo o di uno screenshot del sito web.
Aprire la raccolta di immagini dal punto di vista del destinatario
Una piccola selezione con nomi chiari è più facile da usare di una cartella disordinata di immagini simili. Un link diretto alla collezione, gruppi distinti per ambientazioni, scontorni e dettagli, e didascalie rendono comprensibile la selezione. Questi principi compaiono anche nelle descrizioni di VOCAST sulle collezioni e i tipi di immagine e di Prezly sulle gallerie multimediali. Non è necessariamente richiesto un nuovo software.
Un nome file chiaro deve indicare il modello, la versione, la vista e il risultato finale, ad esempio “Modello-CodiceTessuto-Fronte-Web.jpg”. I crediti dettagliati e le indicazioni d’uso devono essere inseriti nelle informazioni sull’immagine. Nella cartella di consegna vanno inserite le versioni approvate; le versioni precedenti con correzioni devono rimanere separate. Se in seguito i motivi vengono sostituiti, è utile indicare chiaramente la versione e fare riferimento al nuovo file.
Infine, il pacchetto di immagini viene verificato dal punto di vista di una persona che non conosce il progetto. A tal fine è particolarmente indicato proprio il file scaricabile che i destinatari ricevono:
- Prodotto e variante: è chiaro quale prodotto sia mostrato, con quale rivestimento, struttura o accessorio?
- Riutilizzo: è disponibile l'immagine singola, anziché solo una visualizzazione da catalogo o dal dispositivo?
- File: È possibile aprirlo? E le dimensioni in pixel sono sufficienti per l'inquadratura effettivamente prevista?
- Informazioni e autorizzazione: il designer del prodotto, i crediti dell’immagine e l’utilizzo concordato sono identificabili nelle informazioni che accompagnano il file scaricato?
- Domande: È stato designato un referente per le varianti mancanti o gli utilizzi poco chiari?
Questo test è importante anche nel caso delle banche dati di immagini professionali. Il fatto che i metadati vengano conservati nei file scaricati o in quelli di nuova creazione dipende, tra l’altro, dalle impostazioni. Canto lo documenta per i download e Bynder per i file immagine derivati. La didascalia visibile in una banca dati di immagini non costituisce quindi di per sé una prova che le stesse informazioni siano presenti nel file scaricato.
Per pianificare una collezione, ne deriva un compito concreto: definire soggetto, variante, destinatario e formato di uscita di ogni immagine. Prima della produzione, diventa così chiaro dove una vista serve a più scopi e dove occorre un’altra prospettiva. Da Danthree Studio, questo coordinamento fa parte della concezione visiva.
Il nostro articolo “Dal prodotto all’universo visivo” illustra come da queste linee guida prendano forma modelli, materiali e motivi elaborati.