La coreografia “Due motivi”
Un tessuto a motivi è una dichiarazione. Due tessuti a motivi nella stessa stanza sono fonte di conflitto. Il rivestimento murale e la moquette competono per la stessa superficie nell’occhio dell’osservatore e, sia nella fotografia che nella visualizzazione, questo conflitto si traduce spesso in un effetto di rumore. Perennials, uno dei nomi di riferimento nel settore dei tessuti Luxury Performance con sede a Dallas dal 1997, ha richiesto proprio questo confronto per la collezione Hot off the Block. In tutte e quattro le stanze il rivestimento murale e il tappeto si incontrano; nel corridoio, addirittura tre rivestimenti murali si confrontano con un tappeto. La soluzione non stava nel ridimensionare, ma nel creare un gioco di sfalsamenti. Scala contro scala, contrasto contro contrasto, fino a creare una gerarchia che l’occhio interpreta come tranquillità. «Pattern on Pattern» funziona solo se uno dei due motivi è disposto a rispondere anziché a parlare.
Un disegno, due verità fisiche
La collezione presenta un elemento che raramente viene messo in evidenza con tanta chiarezza nella visualizzazione 3D. Il disegno “Fine Vine” compare due volte: una come tappeto tessuto a mano nel colore “Blackberry”, l’altra come rivestimento murale nel colore “Cerulean”. Graficamente identici, fisicamente completamente diversi. Un rivestimento murale assorbe la luce in modo piatto e la riflette in modo uniforme. Un vello rifrange la stessa luce in mille direzioni, proietta microombre tra i cappi e cambia colore a seconda dell’angolo di osservazione. Perennials utilizza, sul lato del tappeto, acrilico tinto in massa; il colore è quindi presente all’interno della fibra e non sulla sua superficie, il che modifica ulteriormente la profondità. Abbiamo quindi modellato separatamente entrambi i materiali, proprio come facciamo di solito quando digitalizziamo le superfici, fino a quando l’altezza del vello, la direzione delle fibre e la diffusione della luce risultano corrette. Il motivo rimane lo stesso. Il materiale racconta due verità.
Il rapporto segue l'architettura
Il rivestimento di una parete piana è un compito semplice. La sfida diventa interessante là dove inizia l’architettura. Si richiedeva che il rivestimento si estendesse attorno ai cornicioni, negli intradossi e oltre i telai delle porte. Nella terza stanza, il rivestimento sale lungo la pendenza del tetto fino al soffitto. Il motivo deve quindi seguire i bordi senza saltare e mantenere le proprie proporzioni sulla pendenza. Non si tratta più di un lavoro sulla trama, ma di modellazione 3D. Ogni superficie è stata costruita in modo tale che il disegno segua la geometria, proprio come farebbe una mano nello spazio reale. Per i produttori di rivestimenti murali, è proprio questo il punto in cui una visualizzazione risulta credibile o fallisce. Si nota questo lavoro solo quando manca.
Quattro spazi, progettati per un tessuto
Prima ancora di poter realizzare un solo rendering, era necessario dare vita agli spazi. Il briefing non descriveva scenografie, ma atmosfere: interni curati, superfici senza tempo prive di storicismo, elementi in legno verniciati anziché bianchi, una palette scura e ricca. Da queste indicazioni abbiamo sviluppato quattro soluzioni architettoniche autonome, dal soggiorno open space al corridoio con asse visivo, fino alla stanza sotto il tetto spiovente. L’arredamento mescola pezzi d’epoca, silhouette del Modernismo di metà secolo e mobili imbottiti; i metalli recano patina, nulla sembra nuovo di fabbrica. Questa visualizzazione d’interni segue una direttiva che raramente viene formulata in modo così chiaro: i mobili devono essere stilizzati in modo realistico, ma non devono costituire il motivo principale. È proprio questa sobrietà il motivo per cui lo sguardo si sofferma sui tessuti.
Il lungo asse visivo e la luce soffusa
Si richiedeva una luce morbida e romantica e prospettive che mostrassero più stanze contemporaneamente, attraverso le aperture delle porte e lungo le linee di fuga. Nella fotografia ciò significa un set completamente allestito. Nella visualizzazione significa la stessa cosa. Anche lo spazio che appare solo come un ritaglio largo quanto una mano dietro il telaio di una porta deve esistere, essere illuminato e materializzato. La luce qui non è una prova della qualità dei materiali, ma crea atmosfera. È lecito lasciare angoli in penombra, perché uno spazio abitato fa proprio questo. A ciò si aggiungeva la richiesta di fornire una parte dei soggetti sia in formato verticale che in formato panoramico. Entrambi i formati sono stati previsti nella pianificazione delle riprese, non ricavati tramite ritaglio a posteriori. Un’immagine che viene ritagliata perde la sua composizione.
Il palcoscenico rimane, la collezione cambia
Da quattro ambienti sono nati dodici motivi, alcuni dei quali anche in un secondo formato. Il vero valore, tuttavia, risiede in ciò che rimane possibile in seguito. Il disegno “Birds of a Feather” appare già in questa serie in due varianti cromatiche, “Grass” e “Blackberry”, in due ambienti diversi. Non appena l’ambiente, la luce e la macchina fotografica sono pronti, un’ulteriore variante cromatica non è più un progetto, ma un rendering. Per un’azienda come Perennials and Sutherland, che lancia nuove collezioni ogni stagione, ciò cambia le dinamiche economiche. L’allestimento viene realizzato una sola volta e rimane in uso per anni, mentre la collezione al suo interno cambia. La produzione fotografica classica fallisce proprio su questo punto, poiché ogni variante comporta un nuovo schema, un nuovo allestimento e una nuova giornata di riprese. La stessa logica è alla base anche di un configuratore di prodotti 3D.





























